Parlando con Colleghi di altri distretti mi sono reso conto dell’assoluta disinformazione che regna in ambito di PCT, in particolare in ordine ai costi necessari alla fruizione dei servizi legati al processo civile telematico. Come è logico che sia le maggiori società operanti in ambito di editoria giuridica si sono buttate a capofitto nel mercato legato ai servizi telematici, sfruttando soprattutto quello che era l’assetto normativo antecedente al 2011. Prima del D.M. 44/2011 , infatti, vigeva per l’Avvocato l’obbligo di iscriversi ad un così detto PDA (acronimo di Punto di Accesso) per poter depositare atti e consultare i registri di cancelleria. Con l’approvazione del sopracitato decreto, invece, si è sostanzialmente abbandonato l’obbligo di adesione ad un PDA dando la possibilità al professionista di operare in piena libertà nell’ambito del processo civile telematico. Alla luce del fatto che, anche in virtù della contingenza economica attuale, è sempre più difficile f...